Il 20 e 21 settembre io voto NO alla mutilazione della rappresentanza delle piccole realtà territoriali.

Il 20 e 21 settembre siamo chiamati a votare se tagliare i rappresentanti delle piccole realtà come la nostra provincia. Ecco le ragioni per cui penso si debba votare NO.

In meno di vent’anni siamo al quarto referendum su progetti di riforma della Costituzione. Non credo esistano precedenti simili in nessuna delle altre grandi democrazie occidentali.

E al solito si assiste a posizionamenti ispirati da atteggiamenti strumentali nei confronti del governo Conte più che la riduzione dei parlamentari. Sbagliato: i governi, piacciano o meno, passano, la Costituzione resta. Sminchiarla per fare un favore al presidente di turno del consiglio dei ministri o all’alleato dle momento pur di restare al governo del Paese è una sciocchezza madornale. 

Ecco alcune delle ragioni per cui credo sia utile votare No, a prescindere dal fatto che l’opinione pubblica, adeguatamente anestetizzata e manipolata, possa andare ciecamente nella direzione populista. Ho sempre preferito provare a fare la cosa giusta piuttosto che appendermi la medaglietta di una vittoria che piace ai più per paura di restare in minoranza.

In primo luogo, mancano del tutto le indispensabili condizioni di cornice della riduzione dei parlamentari. Niente legge elettorale nuova all’orizzonte. e certo non muterà lo scenario dopo la vittoria del Sì, come in tanti vanno dicendo. E il taglio secco, così come verrebbe fuori dalla vittoria del Si, finirebbe oggi per creare enormi problemi di rappresentanza soprattutto al Senato, dove in molte Regioni la soglia di sbarramento implicita sarebbe superiore al 15%.

Il secondo No che va pronunciato è quello alla lunga stagione dell’antipolitica e dell’antiparlamentarismo.

Il terzo No è alla risorgente tentazione di manomettere la Costituzione con riforme improbabili e sbagliate. Evidentemente il messaggio che i cittadini hanno lanciato con gli ultimi due referendum costituzionali è stato già rimosso.

In particolare sono 10 i motivi per cui è meglio votare NO

COME SI VOTA

La misurazione della temperatura

Come per i ragazzi a scuola, la temperatura non sarà misurata in prossimità dei seggi. Ognuno sarà responsabile di sé stesso (e di conseguenza degli altri). La misurazione della temperature corporea andrà effettuata a casa. Senza febbre e senza sintomi scatta il semaforo verde e sarà possibile recarsi ai seggi.

La mascherina

Insieme al documento di identità e alla tessera elettorale dovremo portare con noi la mascherina. Ormai non possiamo neanche più parlare di una novità. Siamo tenuti ad averla sempre con noi e ad indossarla dove necessario. Al seggio elettorale dovremo indossarla e potremo abbassarla solo in fase di riconoscimento dell’identità.

Guanti e Gel disinfettante

I guanti non sono obbligatori. Come in ogni luogo aperto al pubblico, gli elettori troveranno il gel disinfettate da poter utilizzare per igienizzare le mani.

La distanza

Resta obbligatorio il rispetto della distanza di almeno un metro tra le persone, sia in fila, in attesa del proprio turno, sia di fronte agli scrutatori. Nel momento in cui il personale chiederà di togliere la mascherina per il riconoscimento, il soggetto dovrà allontanarsi ulteriormente, arrivando a una distanza di due metri.

Come votano i soggetti positivi al coronavirus o in quarantena?

In queste elezioni del 2020 si dovranno fare i conti anche con i soggetti positivi al coronavirus e con quelli in isolamento. Soggetti che non possono essere privati del diritto di voto. Si procederà in questo caso con il voto a domicilio. Sono stati allestiti anche seggi speciali nei reparti Covid degli ospedali.

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